Prima del colloquio di lavoro. (Parte due).

INDICE

Cosa aspettarsi e come prepararsi al meglio.

               Molti artisti non sono mai soddisfatti del proprio operato e continuano a ricrearlo: parimenti dovreste avere una simile predisposizione alla preparazione prima di un colloquio di lavoro importante. Insistete fino all’ultimo, vi farà sentire con le spalle coperte sapendo di aver fatto ogni sforzo (anche in tema d’informazioni) e vi presenterete con un piglio più sicuro di voi stessi.

               Colloquio di lavoro: “Sono flessibile e adattabile”.

               Tenete sempre presente che di fronte all’esaminatore della TST (https://www.tstconsulting.org/annunci/ ) deve affiorare il vero voi stesso e non una controfigura sorretta da un’impalcatura che non avrebbe futuro una volta assunto. Il recruiter esperto è in grado di filtrare queste nozioni, di mettere da parte la vostra ansia, agitazione, preoccupazione e di trarne le ponderate conclusioni guardando al sodo. Anche perché esistono diverse tipologie di candidato e fra loro si annidano i timidi e gli estroversi, gli affabulatori e i misantropi che fanno fatica a parlare.

               Altra raccomandazione: non fossilizzatevi sulla scaletta mentale che avete preparato, con vostra presentazione e tutto quello che ne va di corredo; l’esaminatore potrebbe interloquire con domande cui va prestata attenzione, anche se questo comporta uscire dai vostri binari mentali, calmare l’ansia, ragionare, rispondere a tono, riprendere infine il vostro speech di presentazione se il contesto lo consente. Quindi: saper prestare orecchio, riflettere, elaborare una risposta che, per certo, riguarderà voi stessi e le vostre competenze lavorative. Perché solo il candidato conosce bene sé stesso, ma non è facile saperlo raccontare in poche parole d’impatto.

Prima del Colloquio di lavoro - desk 04

               Non dimenticate di porre quesiti circa l’azienda e la posizione da ricoprire: l’interesse è sempre sinonimo di vivida curiosità che il recruiter tenderà ad apprezzare.

               Se il colloquio vero e proprio dovrà essere preceduto da un’intervista telefonica propedeutica legata a motivazioni organizzative o logistiche, sarà opportuno ritagliarsi uno spazio silenzioso e rilassante per concedervi la massima concentrazione. Banale dirlo, ma evitate di iniziare in ascensore in mezzo alla gente e poi proseguire mentre tornate a casa in auto in mezzo al traffico. Anche qui propositività, appuntarsi ciò che è stato detto, sicurezza nelle risposte ed educazione formale. Come nel confronto in presenza, pure qui è importante prepararsi prima le risposte che richiedano sintesi ed efficacia espositiva. Le domande sono affini: parlare del proprio percorso di studi e formativo, le motivazioni che vi hanno condotto a fare scelte professionali precedenti ed ora questa, parlare di sé stessi in una frase. Il trucco? Incisività nel minor numero di parole possibile.

               Colloquio di lavoro: “Ha degli hobbies?”

               Un appunto circa il curriculum: SEMPRE RISCRIVERLO in funzione dell’annuncio richiesto. Ampliare le parti di studio o lavorative che hanno punti in contatto con il profilo ricercato. Non commettete l’errore di standardizzare quanto avete già stilato. Anche gli argomenti della tesi o esperienze lavorative sinergiche rispetto alla job descrition che vi riguarda, potrebbero avvalorare il vostro profilo.

               Giusto a quest’ultimo proposito, la descrizione della posizione richiesta e relative mansioni, se studiata molto bene, può darvi indicazioni sulle domande che potranno esservi poste e, parimenti, sui quesiti che potrete porre al recruiter a tale proposito. Proattività sempre in primo piano.

Approfondire le ricerche sull’azienda.

               Quante volte bisognerà approfondire le ricerche sull’azienda che interessa al candidato? Sempre una volta in più di quella che si pensava fosse l’ultima. Si comincia con ricerche generiche su Internet, poi si scava a fondo su stile e contenuti del sito aziendale, si ricercano profili Linkedin degli organi aziendali, della dirigenza e del maggior numero possibile di figure di staff o di line, si spulciano i bilanci qualora reperibili, i report aziendali, la mission aziendale, i principi base, le newsletter, i blog, i dati di mercato del settore merceologico interessato, ecc. Da bravi investigatori privati dilettanti.

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               Colloqui di lavoro: superare il trauma.

               Attenzione ai Social Network. Se avete profili aperti, il recruiter potrà farsi un’idea su quanto avete postato su Facebook o su X, su Instagram e perfino sulla vostra foto profilo su WhatsApp. E così via.

               Infine sperate nella fortuna. Non in senso generico, ma riguardo all’esperienza accumulata dall’esaminatore: se si tratta di una figura professionale navigata, distingue a colpo d’occhio il candidato ansioso e quindi inizia lui a parlare per primo, esponendo le doti dell’azienda e quale figura vanno ricercando. Questo permette all’esaminando di focalizzarsi e al contempo di rilassarsi rendendosi più lucido per la prova-colloquio.

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